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Abbazia di San Benedetto in Polirone
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L'mweqabbazia di San Benedetto in Polirone è un'antica abbazia situata nel territorio del comune di mwegSan Benedetto Po (mwewMN); la chiesa abbaziale ha la dignità di mwfabasilica minore.cite-ref-1[1]
Contents
• Note
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Storia e descrizione
L'abbazia fu fondata nel mwha1007 dal mwhqconte di Mantova mwhgTedaldo di Canossacite-ref-1-2-0[2] (nonno paterno di mwiwMatilde), che la dedicò a sé stesso e alla defunta moglie mwjaWilla,cite-ref-3[3] attraverso una donazione ai monaci mwkqbenedettini di metà dei terreni che si trovavano tra i fiumi mwkgPo e mwkwLirone - sito importante per garantire il controllo della navigazione fluviale - nel luogo dove nel mwla962 era stata costruita una cappella intitolata a San Benedettocite-ref-1-2-1[2]. Del precedente insediamento romano abbiamo poche tracce.
Si trattava di un significativo centro spirituale, formato inizialmente da un piccolo nucleo di 7 monaci. Verso la metà dell'mwmgXI secolocite-ref-1-2-2[2] mwnwBonifacio di Canossa, signore del territorio, riedificò la chiesa dedicandola a mwoasan Simeone di Polirone.cite-ref-1-2-3[2] Se di questa chiesa rimangono oggi pochi resti, è ancora esistente l'oratorio di Santa Maria (al quale si accede dal transetto dell'attuale chiesa abbazialecite-ref-1-2-4[2]), costruito dallo stesso Bonifacio nello stesso periodo.
Nel mwqg1077, in occasione dell'incontro tra l'imperatore mwqwEnrico IV e il mwrapapa Gregorio VII a mwrqCanossa, Matilde, succeduta al padre Bonifacio, donò il monastero al papa, che a sua volta lo affidò all'abate dell'mwrgabbazia di Cluny,cite-ref-1-2-5[2] mwswUgo di Cluny. Il monastero aderì pertanto alla mwtariforma di Cluny e alle mwtqConsuetudines del monastero francese, che regolavano la vita, la mwtgliturgia ed anche l'mwtwarchitettura: la chiesa infatti fu ricostruita verso il 1130 secondo la tipologia cluniacense, con mwuadeambulatorio, mwuqcappelle radiali e mwugtransetto absidato; l'oratorio di Santa Maria, consacrato nel 1085,cite-ref-1-2-6[2] venne adattato in modo tale da riprodurre l'analogo oratorio di Clunycite-ref-1-2-7[2]. Il monastero di Polirone, molto potente, diventò in quel periodo un importante centro culturale, dotato di un celebre mwwwscriptorium,cite-ref-1-2-8[2] dove si trascrivevano i mwyamanoscritti sia per uso liturgico sia per studio.
Al tempo della mwyglotta per le investiture, fu uno dei principali centri propulsori della diffusione della mwywriforma gregoriana nell'mwzaItalia settentrionale. Tra il mwzq1115 e il mwzg1632 ospitò la mwzwtomba di mwaaMatilde di Canossa, il cui corpo fu poi traslato nella mwaqbasilica di San Pietro a mwagRoma in un nuovo mwawsepolcro. Visse poi almeno due secoli, mwbaXIII e mwbqXIV, di continua decadenza spirituale ed economica, aggravata dalle lotte contadine (dei contadini non pagati o sottopagati) contro il monastero, mentre molte famiglie mantovane cominciarono ad impadronirsi dei beni monastici. In questi due secoli, l'abbazia iniziò a passare mwbgin commendacite-ref-1-2-9[2].
Nel mwda1419 i mwdqGonzaga, con mwdgGuido Gonzaga, divennero mwdwabati commendatari, cioè amministratori del monastero: essi si preoccuparono anche dell'aspetto spirituale della comunità monastica aggregandola nel mwea1420 alla Congregazione di mweqSanta Giustina di Padovacite-ref-1-2-10[2], divenuta poi mwfgCongregazione cassinese. La Congregazione, oltre ad una rinnovata spiritualità, promosse lo studio delle mwfwumanae litterae. Polirone ospitò anche autorevoli protagonisti della mwgamwgqdevotio moderna, un movimento legato a mwggPadova e a mwgwVenezia che anticipava alcuni temi dell'mwhaevangelismo protestante; a Polirone fu ospite anche mwhqMartin Lutero durante il suo viaggio a mwhgRoma nel mwhw1510. La chiesa fu ricostruita in forme tardogotiche,cite-ref-1-2-11[2] intuibili al di sotto delle ristrutturazioni di mwjaGiulio Romano che,cite-ref-1-2-12[2] infine, trasformò quasi completamente il complesso nella veste attualecite-ref-1-2-13[2].
Nel 1425, la congregazione benedettina mwlgDe Unitate seu de Observantìa incaricò Giacomino da Asti, canonico di san Benedetto in Polirone, e don Marziale, canonico di mwlwSanta Giustina, della revisione del mwmaMissale Vetus ad usu Templariorum (Messale Antico ad uso dei Templari) e del breviario, poi convalidati dai capitoli generali del 1428 e del 1451. Questi fatti rappresentarono una delle più importanti opere di riforma liturgica antecedenti il mwmqConcilio di Trento del 1545.cite-ref-4[4]cite-ref-5[5]
Tra Quattro e Cinquecento lo scriptorio del monastero rifiorì e ospitò filosofi e umanisti. Molto importante per la costruzione e ricostruzione del monastero fu la presenza dell'abate mwowGregorio Cortese, umanista e giurista: fu lui che incaricò mwpaGiulio Romano della ristrutturazione del complesso nel mwpq1540 e chiamò a lavorarvi i migliori artisti attivi fra mwpgMantova e mwpwVerona, tra i quali il mwqaCorreggio, il pittore veronese mwqqGirolamo Bonsignori e lo scultore mwqgAntonio Begarelli. A mwqwPaolo Veronese furono commissionate ben tre pale destinate alle prime tre cappelle di destra. L'artista le realizzò in soli tre mesi, tra la fine del 1561 e il marzo 1562.cite-ref-0-6-0[6] mwsaLa consacrazione di san Nicola è ora alla mwsqNational Gallery di mwsgLondra mentre mwswLa Madonna con Bambino e san Girolamo è andata distrutta nel 1836 nell'incendio delle Yates Galleries di Londra. Il terzo dipinto mwtaLa Madonna con Bambino, sant'Antonio abate e san Paolo eremita , dopo essere transitato da una collezione privata francese prima del 1850, si trova attualmente al mwtqChrysler Museum of Art di mwtgNorfolk (Usa).cite-ref-0-6-1[6]
La storia dell'abbazia nel '600 e '700 è storia d'inondazioni, di guerre e di saccheggi.cite-ref-1-2-14[2] Il monastero era impoverito a tal punto che l'abate nel mwwa1633 vendette al mwwqpapa Urbano VIII il corpo della contessa Matilde, sepolta nella chiesetta di Santa Maria, in cambio di una considerevole somma di denaro. Matilde ora riposa in mwwgSan Pietro in un ricco mwwwsepolcro del mwxaBernini.
Nel 1790 mwxgPaolo Pozzo curò una ristrutturazione in mwxwstile neoclassico della biblioteca dell'abbazia. Sette anni dopo, durante l'epoca mwyanapoleonica, l'abbazia venne soppressa (mwyq1797). Per fortuna i libri e i manoscritti furono portati alla biblioteca comunale di Mantova e in buona parte salvati. La chiesa dell'abbazia venne invece elevata alla dignità di mwygparrocchiale.cite-ref-1-2-15[2]
Oggi si conservano il mw0arefettorio grande, l'infermeria nuova, la mw0qbasilica e tre mw0gchiostri:
• il mw1qchiostro degli Abati (XII secolo);cite-ref-1-2-16[2]
• il mw2wchiostro di San Benedetto (rifatto nella metà del Quattrocento), dotato di mw3aarchi a tutto sesto;cite-ref-1-2-17[2]
• il mw4gchiostro di San Simeone (fine del Quattrocento), caratterizzato dalla presenza di mw4warchi ogivali.cite-ref-1-2-18[2]
Del periodo medievale rimane la chiesetta di Santa Maria, con un mw6qmosaico pavimentale datato 1151, un mw6gcandelabro della fine dell'mw6wXI secolo e una "capsella" (dal latino mw7acapsa, "cassetta per libri o per frutta") di mw7qavorio (mw7gXII - mw7wXIII secolo). Nel museo dell'abbazia, allestito nell'antico refettorio, si ammirano due rilievi con i mesi di novembre e dicembre, attribuiti a mw8aWiligelmo. Del mw8qCinquecento, oltre all'architettura di Giulio Romano, sono interessanti la porta lignea d'ingresso del mw8g1547, il coro ligneo di Vincenzo Rovetta (mw8w1550), le statue di terracotta del Begarelli, nel refettorio l'affresco sulla parete di fondo attribuito al Correggio e una copia della tela con l'mw9aUltima Cena di Girolamo Bonsignori. Si visita infine il grande scalone del mw9q1674, decorato con stucchi. Dal 2006 al 2012, il complesso architettonico di san Polirone è stato oggetto di un restauro conservativo e funzionale.cite-ref-7[7] Nel 2020, sono stati effettuati gli stanziamenti per il restauro conservativo del campanile mw-gromanico, incluso il ripristino dello stato antecedente il mw-wsisma del 2012.cite-ref-8[8]
Organo a canne
Nella basilica è posto in cantoria in mwaqycontrofacciata l'organo a canne costruito da mwaqcGiuseppe Bonatti di mwaqgDesenzano attorno al mwaqk1726 circa. Nel periodo ottocentesco Giuseppe Grigolli, mwaqsorganaro veronese provvede a sostituire alcuni registri e la consolle meccanica originale di Bonatti con una pneumatica "all'avanguardia" dell'epoca. Negli anni '40 del Novecento la ditta mwaqwTamburini di mwaq0Crema provvede a fornire una nuova consolle, alla trazione elettrica e ad un restauro accurato dello strumento, la catalogazione delle canne antiche e la sostituzione dei registri di Grigolli mwaq4Viola da gamba 8' e Concerto viole 3 file rispettivamente con un Flautino 2' e un Ripienino 3 file. Viene poi aggiunto un fagotto 16' al pedale che si prolunga in fagotto 8' e clarone 4'. Il fagotto 8' si estende anche sul Grand'organo. Nel 2008 un ulteriore restauro e pulizia dell'organo con relativo restauro della cantoria e infine una pulizia generale e intonazione dopo la riapertura della basilica nell'estate 2014 a causa del mwaq8terremoto.
Note
cite-note-11. ↑ mwary(mwarcmwargEN) mwarkmwaromwarsmwarwCatholic.org Basilicas in Italymwar0.
cite-note-33. ↑ mwausmwauwciterefcidlucchesiniCesare Lucchesini (a cura di), mwau0mwau4Memorie e documenti per servire alla storia di Lucca, vol.mwau8 1, Lucca, Francesco Bertini, 1813, pp.mwava 120-121, ISBN non esistente.
cite-note-44. ↑ mwavqTommaso Leccisotti, O.S.B., mwavumwavyIl missale monasticum secundum morem et ritum casinensis congregationis alias sancte justine (mwavcmwavgPDF), in mwavkMiscellanea Giovanni Mercati, Studi e Testi, V-Storia ecclesiastica e diritto, n.mwavo 125, Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, 1946, pp.mwavs 363-364. mwavwURL consultato il 23 novembre 2020 mwav0(mwav4archiviato il 23 novembre 2020).
cite-note-55. ↑ mwawiCristina Dondi, mwawm"Missale Vetus ad usus Templariorum": l'Ordine dei Cavalieri Templari in area modenese nei secoli XII-XIV, in mwawqAevum, Vita e Pensiero, anno 68, Fasc. 2, Milano, Università Cattolica del Sacro Cuore, maggio-agosto 1994, pp.mwawu 339-366, mwawyJSTORmwawc mwawg20860394.
cite-note-0-66. ↑ mwaw4Oriana Caleffi, mwaw8Napoleone, San Benedetto e la dispersione del patrimonio, in mwaxaGazzetta di Mantova, 1º marzo 2021, p.mwaxe 33.
cite-note-77. ↑ mwaxumwaxymwaxcComplesso monastico del Polirone a S.Benedetto Po, su mwaxgstudioberlucchi.it.
Bibliografia
• citerefabbazieEnzo Fabiani, Enzo Pifferi e Maria Teresa Balboni, Abbazie di Lombardia, Como, Editrice E.P.I., 1980.
Voci correlate
Altri progetti
Altri progetti
• Wikibooks
• Wikimedia Commons
• Wikibooks contiene testi o manuali sulla disposizione fonica dell'organo a canne
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sull'abbazia di San Benedetto in Polirone
Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su basilicasanbenedettopo.blogspot.it.
• citerefgcatholic(EN) Abbazia di San Benedetto in Polirone, in GCatholic.org.
• citerefbewebAbbazia di San Benedetto in Polirone, su BeWeB, Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici della Conferenza Episcopale Italiana.
• citereflombardiabeniculturaliAbbazia di San Benedetto in Polirone, su LombardiaBeniCulturali, Regione Lombardia.
• mwazeLombardia Beni Culturali. Abbazia di Polirone - complesso, San Benedetto Po (MN)..
• mwazmTouring Club Italiano. Abbazia di S. Benedetto in Polirone..
• mwazuPro Loco San Benedetto Po. Polirone. (archiviato dall'url originale il 31 gennaio 2023).